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Gli allievi ammessi a partecipare al corso sono invitati a presentarsi lunedì 26 aprile alle ore 14.00 presso la Sede de lConsorzio Conisco sito al CND di Napoli - Isola B/3 - 3° Piano per l'avvio delle attività corsuali.
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Benvenuto nel sito del Progetto NEWPOLIS . L'obiettivo di questo portale è quello di pubblicare tutte le informazioni dell'attività formativa che si è svolta. Il sito è stato realizzato in maniera chiara e schematica per rendere semplice l'accesso non solo a coloro che hanno partecipato al corso ma anche a tutti coloro che vogliono apprenderne i contenuti ed essere informati sulle varie prospettive del mercato del lavoro e del settore della formazione. BUONA NAVIGAZIONE!

Il Progetto
Project_managementIl settore della ristorazione in Campania è particolarmente strategico per lo sviluppo delle aree territoriali,  tuttavia non sono state ancora valorizzate al massimo tutte le potenzialità presenti in termini di miglioramento del quadro economico e occupazionale.

Dall’analisi comparativa Italia/Campania emerge che in media il valore aggiuntivo unitario degli esercizi operanti in questo settore in Campania è superiore a quello nazionale. Nonostante ciò il ruolo del turismo in Campania è meno rilevante di quanto sia in media in Italia.

La ristorazione, da questo punto di vista, sembra essere in grado di offrire un reale, costante, contributo di sviluppo regionale  In particolare, va sottolineato il tentativo , sempre più diffuso, di puntare sulla gastronomia tipica e sulla riscoperta delle tradizioni culinarie per incrementare la domanda e per ampliarne il segmento oltre un target di tipo esclusivamente locale.

La multiforme clientela che caratterizza anche i flussi turistici regionali suggerisce alle imprese decisioni di investimento che implicano scelte che si ripercuotono sul processo di sviluppo aziendale.

Una tra queste attiene, appunto, al settore della ristorazione, nell’ottica della qualità del prodotto quale offerta di servizio differenziato e integrato delle stesse aziende turistiche.

Queste, infatti, vogliono caratterizzarsi con il ricorso a prodotti locali per una cucina che privilegia la gastronomia regionale, capace di adeguarsi con flessibilità alle diverse categorie di utenti e alle stagioni nel rispetto delle più recenti evoluzioni nelle forme di alimentazione.

All’interno del territorio regionale campano, se la fascia costiera è quella a maggiore specializzazione turistica, la parte interna rappresenta un’area in buona parte ancora non interessate da flussi turistici consistenti, nella quale, però, è possibile ritrovare organizzazioni sociali e stili di vita tradizionali, espressione della cultura e della storia del territorio.Il progetto sicuramente presenta delle peculiarità che lo differenziano rispetto alla programmazione integrata avviata in altre aree protette, in quanto, nel territorio di riferimento si trovano esasperate le tensioni e le complessità connesse alla duplice finalità di tutela e conservazione “dell’ambiente naturale” e di sviluppo economico, sociale e culturale “dell’ambiente antropico”.

Le problematiche inerenti la forte antropizzazione dell’area, come ad esempio l’incidenza dell’abusivismo edilizio o la rilevanza dei problemi connessi al rischio sismico-vulcanicoda una  parte, e le emergenze storiche e culturali quasi sopraffatte dalle costruzioni recenti,le tensioni sociali legate alle crisi degli insediamenti produttivi, dall’altra, sono in questo caso talmente estremizzate  da rendere improponibili i modelli tradizionali di gestione diun’area parco, elaborati per aree protette di estensioni maggiori con una limitata presenzaantropica e senza la costante minaccia di eventi sismici e vulcanologici dalle conseguenzedisastrose.

Occorre elaborare una strategia di sviluppo ad hoc, tanto sul piano degli obiettivi che delle modalità da adottare per conseguirli, applicandosi a valorizzare gli apporti culturali della popolazione vesuviana ed a trasformare in risorse utili gli elementi del loro contesto ambientale.

Quale punto di riferimento per il coordinamento delle azioni e degli interessi locali, si è orientato verso l’adozione di una politica di gestione che sia capace di preservare l’unicità del patrimonio naturale ancora esistente sul territorio ed, al contempo, di innescare un processo di sviluppo che sia endogeno, che conti sulle proprie forze, che prenda come punto di partenza la logica dei bisogni e che si dedichi a promuovere la simbiosi tra società umane e la natura.

Il progetto integrato rappresenta un approccio innovativo alla pianificazione del territorio e può essere un valido aiuto per la composizione dei conflitti derivanti dalla molteplicità degli obiettivi prefissi dall’Ente, in quanto consente una maggiore concentrazione degli interventi, un minore contrasto tra le strategie locali e quelle sovraordinate dell’Ente stesso, la condivisione degli obiettivi e l’integrazione degli interventi sia dal punto di vista territoriale che tra settori e normative diverse.
Pur  cosciente della gravità delle problematiche che affliggono l’area, ha preferito leggere il territorio con uno “sguardo” positivo e propositivo capace di cogliere, in quello che ad un osservatore distratto appare come un continuum, le differenze, le specificità, le numerose emergenze da preservare che invece rappresentano le basi portanti del processo di rinascita che si vuole attivare.

 
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